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Beyond The moon Voto: 7,5/10

Esordio di notevole caratura per la power metal band che risponde al nome di Majestic Vanguard. Gli svedesi, nuova scoperta dell’iper-impegnato Christian Rivel (proprietario della label omonima e cantante di molti gruppi fra i quali i più famosi Narnia) si contraddistinguono in quanto aggiungono note di particolare fantasia e virtuosismo alla matrice ultra-conosciuta del power metal melodico, non trascurando parti di prog metal particolarmente eleganti e mai noiose.
La band nasce inizialmente con il monicker Divine Disciples e solo dopo aver inviato la propria demo a Rivel sostituisce il proprio nome in Majestic Vanguard. Le composizioni che costituiscono “Beyond The Moon” sono tutte estremamente fresche e godono dell’ottima produzione effettuata ad opera di Daniel Eskilsson.

Ascoltando le prime tracce dell’album si rimane subito colpiti da una song come ‘Emotions Of A Picture’, epica e cadenzata, che fa del lento ritmo cadenzato e pesante la propria arma vincente; nella parte centrale e nel coro risalta in particolare il singer Peter Sigfridsson, dotato di una voce particolarmente versatile, che in questo caso riesce ad essere profonda e potente.
Con la canzone successiva, la titletrack ‘Beyond The Moon’, abbiamo un altro gioiello dell’album, che in cinque minuti e rotti pone sugli scudi il chitarrista Johan Abelson, autore dei fraseggi di chitarra flamenco che si possono ascoltare nel break centrale; il resto del pezzo si infervora per fraseggi ai limiti del prog, che non mancano di melodia e immediatezza.
Ovviamente non mancano brani di puro power metal come la meravigliosa ‘Tears In Neverland’, che ricorda molto lo stile dei bravissimi Freedom Call.
Queste tuttavia non sono tutte le fonti di ispirazione e i modelli compositivi dei nostri, che non fanno mancare riff molto duri, simil-thrash e brani lenti e meditativi come la toccante lenta ‘Don’t Want To Be An Actor’, dotata di aperture armoniche da brividi, in cui si ritaglia delle parti significative anche il tastierista Samuel Fredén.
Indubbiamente questo debutto scaglia i Majestic Vanguard direttamente nel marasma delle uscite assimilabili al metal melodico ma la classe del gruppo è di caratura superiore e sicuramente prevarrà.

Leonardo Cammi